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Per imparare come si legge una poesia si deve in primo luogo riflettere bene sul suo significato. Occorre tener presente però, che il significato di un testo poetico non può essere definito una volta per tutte e con assoluta precisione poiché, per sua natura, ha in sé molteplici significati. 

Così lo stesso testo poetico dice sempre qualcosa di nuovo a chi lo legge, un qualcosa che può essere diverso da lettore in lettore.
Chi legge una poesia deve sempre tenere presente questa ricchezza di significati del testo poetico e nelle analisi del contenuto non deve mai fermarsi alla prima impressione: deve sforzarsi di cogliere tutti i significati del testo, domandandosi il perché di ogni affermazione e di ogni immagine. 

Leggere poesie ad alta voce

In secondo luogo, la poesia va letta ad alta voce: in questo modo si può dare il giusto rilievo alle scelte del poeta per quanto riguarda gli accenti, le pause e i vari elementi di suono e di significato. Gli echi sonori creati da rime, onomatopee, ripetizioni di suoni vocalici e consonantici possono essere messi in rilievo solo con la lettura ad alta voce. Così anche le pause più o meno lunghe date dalla punteggiatura, e, soprattutto, la fine del verso o di una strofa.

La fine del verso richiede una pausa brevissima, la fine di una strofa una pausa breve. Quando leggiamo una poesia ad alta voce, come nella lettura di un testo in prosa, è necessario cambiare il tono, il volume o il ritmo a seconda di ciò che si vuole comunicare a chi ci sta ascoltando.

Se la poesia tratta di un momento concitato dovremo essere in grado di riuscire a suscitare uno stato di sgomento e di frenesia mentre se la poesia racconta di un momento calmo e rilassato la nostra voce dovrà modularsi per accogliere quella sensazione. Tutti questi argomenti vengono trattati nel nostro corso Le meraviglie della Voce.

Leggere poesie fa bene

Leggere poesie fa bene perché ci aiuta ad entrare in connessione con stati emotivi che non conoscevamo e che ci rendono in grado di emozionare e di emozionarci. Leggere una poesia in pubblico poi ci permette di restituire il senso e l’emozione che sta dietro a un componimento poetico ed è doppiamente utile perché grazie alla nostra lettura le persone possono ritrovarsi in quelle emozioni, scoprire nuovi stimoli emotivi e attribuire nuovi significati al loro percorso. 

Si può dire che il primo palcoscenico di ciascuno di noi sia stata la sedia dove ci hanno fatto salire per recitare la poesia di Natale e il primo amorevole pubblico è stato quello dei nostri familiari. Eppure se oggi ti chiedessi di recitare in pubblico una poesia ci riusciresti con la naturalezza di allora? Da bambini ci sembrava tutto un gioco, ma come sappiamo i bambini giocano in maniera serissima e danno sempre il massimo in ciò che fanno. Per mandare a memoria la poesia di Natale e avere il soldino in regalo dalla nonna ci volevano settimane di studio del testo e del significato. E grande impegno e convinzione.
Ma come si recitano le poesie da adulti? 

Come recitare bene una poesia

Recitare bene una poesia richiede un grande lavoro sul significato del testo e anche sull’enunciazione. L’emissione vocale dei suoni deve essere chiara e limpida ma allo stesso tempo deve poter comunicare emozione. E poi c’è il significato. Per recitare una poesia d’amore può essere utile comprendere il contesto in cui è stata scritta quella poesia e il punto di vista dell'autore. Anche la gestualità che accompagnerà la recitazione dovrà essere adeguata a trasmettere il sentimento descritto. Se vogliamo rendere ancora più indimenticabile la nostra performance potremo scegliere di recitare una poesia nella sua lingua originale. Come e più della prosa infatti la poesia nasconde la sua seduzione nella musicalità della lingua in cui è stata pensata. 

Recitare poesie in inglese

Recitare una poesia in inglese o in spagnolo prevede in primo luogo la comprensione del testo. Una seconda difficoltà poi viene dalla pronuncia che deve essere perfetta e priva di accento italiano. Pensa all’orrore di declamare gli immortali versi di Pablo Neruda con un accento sbagliato! Il lavoro che devi fare se vuoi, ad esempio, recitare una poesia in spagnolo è sicuramente più difficile e richiede una grande pratica. 

La recitazione in una lingua straniera ha il grande vantaggio di permetterci di avvicinarci alla lingua in maniera intima e confidenziale. La memorizzazione della poesia poi facilita la memorizzazione dei vocaboli e quindi ci può essere molto utile nei contesti in cui dovremo parlare quella lingua e avremo bisogno di utilizzare parole più specifiche. 

Leggere poesie è utile

Recitare poesie arricchisce il nostro vocabolario, ci rende più sensibili e pronti ad interpretare il mondo mutevole e complesso in cui tutti i giorni ci troviamo a vivere ed è un esercizio che ci può portare ad avere una maggiore confidenza con noi stessi e con le nostre emozioni.

Ti sei mai chiesto come vincere la timidezza? Non è sempre necessario mostrarsi spigliati ed estroversi, ma essere timidi in alcune situazioni rischia di precludere alcune opportunità e di non mettersi mai in gioco. Prima di tutto prova a pensare che non si tratta di un difetto che non puoi correggere, ma di un atteggiamento che puoi migliorare. 

Alzi la mano chi non ha pensato almeno una volta nella sua vita "Ah! Se avessi detto questo al momento giusto", oppure: "Magari fossi sempre sicuro di me". Chi è timido spesso si "paralizza" da solo, non si ritiene adeguato all'ambiente e in grado di comportarsi in maniera conforme alle richieste degli altri, ritenuti sempre superiori e di successo, arrivando a privarsi anche delle esperienze quotidiane piacevoli. Quante volte a scuola hai rinunciato ad alzare la mano nonostante sapessi la risposta alla domanda fatta dal professore?

E anche nella tua vita adulta avrai sicuramente avuto momenti in cui eri certo di poter rispondere meglio di quel tuo amico o di quel tuo collega. Ma tra il pensiero e l’azione hai sentito il battito del cuore accelerare, il sudore ha iniziato ad imperlarti la fronte e la voce si è bloccata in gola lasciandoti paralizzato. E in questo attimo - che per te è durato minuti - hai potuto osservare un altro rispondere al tuo posto.

Come vincere la timidezza nel lavoro

In un contesto lavorativo essere timido può essere un vero problema. La timidezza può bloccarti mentre stai per chiedere un aumento o precluderti avanzamenti di carriera a vantaggio di chi si mostra spigliato ed estroverso. Ma come si vince la timidezza sul lavoro? In primo luogo, devi avere fiducia in te stesso e nelle tue potenzialità. Se occupi quel posto di lavoro è perché sei stato selezionato e ritenuto idoneo. Non devi aver paura! La timidezza nasce dall’insicurezza e dalla scarsa fiducia in sé stessi. Il primo passo che devi fare è proprio iniziare a credere di più nelle tue forze.

Fare teatro per vincere la timidezza

Certo ci sono delle situazioni che sono difficili da evitare. Ad esempio, se sei una persona timida sicuramente sentirai come un grande problema quello di dover parlare in pubblico. Ma come si vince la timidezza di parlare in pubblico? Esistono molti esercizi per vincere la timidezza ed alcuni che troverai in rete sono decisamente bizzarri e fuori dagli schemi.  Senza dubbio una buona soluzione è quella di iscriverti ad un corso di teatro.

Fare teatro per vincere la timidezza è un modo ampiamente sperimentato ed offre risultati garantiti. Per trovare il coraggio di buttarsi nell’arena e decidere di iniziare un percorso teatrale, trova un luogo che ti sia congeniale e un ambiente che ti faccia sentire protetto e a tuo agio. Seleziona bene le scuole di teatro, parla con le persone che ci lavorano. Non forzarti e prendi il tuo tempo. E quando ti senti pronto inizia a sperimentare. Senza dubbio ti sarà d’aiuto trovare una forte connessione con il tuo insegnante e con il tuo gruppo. A mano a mano che il corso si svilupperà, prenderai coraggio e inizierai a sentirti sicuro dei tuoi mezzi. Mettersi in gioco davanti a un pubblico può essere terrorizzante anche per i professionisti.

Come vincere la timidezza sul palco

Per vincere la timidezza sul palco ascolterai molte possibili soluzioni: da quella che ti consiglia di immaginare tutta la platea in mutande a quella che ti suggerisce di andare sul palco senza pensare fino al consiglio di bere un sorso di vino prima del debutto. 
La verità è che recitazione e timidezza sono due lati di quella stessa medaglia che è la tua sfera emotiva. Impegnarsi sul palcoscenico e mettersi in mostra mette a nudo le nostre sensazioni e le nostre emozioni.

Per quello le persone timide detestano esporsi in pubblico. Esporre il nostro corpo e le nostre emozioni è terrorizzante ma è davvero molto importante riuscire a farlo. Perché riuscire a controllare la nostra emotività ci fa sentire più sicuri di noi stessi e pronti ad affrontare le sfide che la vita ci pone. Il palcoscenico è un grande catalizzatore di emozioni e se deciderai di affrontare la timidezza iscrivendoti ad un corso di teatro o un corso di public speaking imparerai come gestire le tue insicurezze.

Il personaggio che andiamo ad interpretare sulla scena può esserti di grande aiuto. In lui e nelle sue caratteristiche caratteriali potrai trovare la forza per fare cose che non pensavi di poter fare. Usando il personaggio come uno scudo potrai gradualmente prendere coscienza di chi sei e del segno che vuoi lasciare. Farai un viaggio dentro te stesso e comprenderai a quali risorse attingere. E avrai la possibilità di portare con te un bagaglio emotivo che ti sarà utile per tutta la vita. 

La respirazione è alla base di qualsiasi azione svolgiamo. Non vi è azione più importante e da essa dipende la reale riuscita delle nostre attività fisiche. Un cattiva respirazione comporta un malfunzionamento corporeo, come anche un peggioramento delle condizioni di salute e un peggioramento anche dell’umore.

Se parliamo quindi di attività come il canto o la recitazione, la respirazione è fondamentale. La prima cosa che si fa quando si comincia a frequentare un corso di recitazione oppure un corso di dizione è imparare a respirare bene. E quella che sembra un’attività estremamente banale e ovvia si rivela, improvvisamente, difficilissima.

Ma perché respirare bene è così importanteCome si fa a respirare bene?
Esistono ovviamente delle tecniche di respirazione per respirare meglio e delle tecniche di respirazione per recitare e cantare. Ma quali sono? Scopriamo quindi subito tutto quello che c’è da sapere sulle tecniche di respirazione per la recitazione e per il cantocome funzionano e quali sono.

Tecniche di respirazione: cosa sono

Le tecniche di respirazione sono degli esercizi che non solo permettono di imparare a respirare meglio, ma che insegnano a respirare bene per la recitazione oppure per il canto. In alcuni casi possono servire per riabituare il diaframma a funzionare bene, in altri casi per allenarlo, in altri ancora per rilassarlo.Ma il diaframma si può allenare? Si chiedono in molti. Assolutamente sì, anzi! Più si tiene in forma e ben funzionante, più ne risentirà positivamente tutto il corpo e l’umore.

Come vedremo, esistono infatti moltissimi esercizi di respirazione diaframmatica, oltre che esercizi di respirazione contro l’ansia. Una respirazione corretta tende comunque ad essere una respirazione profonda e moltissimi esercizi di respirazione provengono da discipline come lo yoga, la meditazione e alcune discipline orientali che esploreremo tra qualche istante.

Antica come la storia dell’uomo, la respirazione è un mondo tutto da scoprire e gli esercizi di respirazione per attori e cantanti sono utilissimi non solo per il palcoscenico, ma anche per stare bene.

Tecniche di respirazione con il diaframma

Bene, cominciamo quindi subito a scoprire insieme alcuni esercizi di respirazione per il diaframma.
Gli esercizi migliori per la respirazione diaframmatica sono quelli che richiedono di respirare profondamente, “riempiendo” e “svuotando” il diaframma completamente. Il diaframma in realtà non si riempie né si svuota, bensì si alza e si abbassa. Il diaframma è un muscolo infatti, situato subito sotto ai polmoni.
Abbassandolo, ossia “sgonfiandolo”, si lascia spazio ai polmoni che si riempiono d’aria. Alzandolo, e quindi “gonfiandolo”, si aiutano i polmoni ad espirare. Più quest’azione avviene in maniera corretta e completa, più la respirazione sarà efficiente ed efficace.

Un buon modo per imparare a respirare in maniera profonda è quello di seguire un conteggio. 4 o 6 o 8 tempi per riempire i polmoni e abbassare il diaframma, e altrettanti per espirare, alzandolo. Il modo migliore per iniziare quando il diaframma è particolarmente contratto è da sdraiati, così che rilassare il corpo e lasciarsi andare sarà più facile.

Tecniche di respirazione per il canto

Gli esercizi di respirazione per il canto mirano tutti a due obiettivi fondamentali: migliorare la capacità respiratoria, così da permettere di raggiungere una maggiore estensione vocale, e mantenere il diaframma ben allenato ed elastico.

Per cantare bene, infatti, è fondamentale il sostegno del diaframma durante il canto. Ma come fare per allenare il diaframma? Quali sono i migliori esercizi di respirazione per cantare?

Partendo dall’esercizio visto poco fa, un altro esercizio particolarmente indicato è quello di sfruttare, invece, tempi di respirazione disuguali. Dunque in un primo momento respirate in 4 tempi ed espirate in 8, in 10 o in 12. Dopo aver ripetuto diverse volte questo tipo di espirazione, invertite i tempi, allungando l’inspirazione e accorciando l’espirazione.

Tecniche di respirazione per il teatro

La cosa buona è che il teatro e il canto vanno a braccetto, dunque gli esercizi di respirazione per il teatro possono essere utilizzati anche per il canto e viceversa. Ma scopriamo insieme qualche altro esercizio di respirazione per la recitazione e impariamo a respirare bene quando si recita.

La cosa importante è non arrivare a fine battuta senza fiato, dunque sarà importantissimo allenare il tempismo della propria respirazione, riempiendo o svuotando i polmoni del tutto, ma anche nel minor tempo possibile. Un buon esercizio per imparare a respirare per la recitazione è quello di riempire i polmoni in un tempo solo, e poi svuotarli nel più lungo tempo possibile. E poi viceversa.

Può aiutare moltissimo se, durante la fase di espirazione, si recita una battuta piuttosto lunga e ricca di suoni difficili, che è bene scandire e pronunciare con forza, in modo tale da imparare a gestire la respirazione e imparare come fare a non arrivare senza fiato a fine battuta.

Tecniche di respirazione per rilassarsi

Come abbiamo accennato, respirare bene serve anche per rilassarsi e per eliminare l’ansia. Sono molte le tecniche di respirazione per calmare la mente e il corpo e per vivere bene. Si tratta ovviamente di tecniche perfette anche per rilassare e defaticare il diaframma a seguito di una lunga lezione di recitazione o di canto.

migliori esercizi di rilassamento per il diaframma si svolgono sdraiati a terra, su una superficie non fredda e in condizioni di agio. Palmi rivolti verso l’alto e piedi rivolti verso l’esterno, lasciarsi respirare ad occhi chiusi, senza forzare il respiro in nessun modo, è il più efficace di tutti gli esercizi di rilassamento. Ad ogni espiro, cercate di rilassare una parte del corpo che avvertite tesa o contratta e lasciatevi andare il più possibile al pavimento.

E per quanto possa sembrare insolito, anche fare stretching completo per tutto il corpo respirando a fondo e senza sforzare i muscoli è un ottimo metodo per rilassare il diaframma. È infatti sempre bene ricordare che il diaframma è un muscolo e, come tutti, funziona in sinergia con il resto dei suoi compagni e del corpo.

Tecniche di respirazione orientali

Si può dire che in realtà tutti gli esercizi di respirazione vengono da una tecnica di respirazione orientale ben precisa: il pranayama. Esso non è altro che una branca dello yoga che si occupa appunto di tecniche di respirazione di ogni genere.

Questi esercizi respiratori hanno come fine ultimo quello di equilibrare l’energia vitale che è dentro ognuno di noi, che, tradotto in chiave occidentale, significa far funzionare in armonia corpo e mente, raggiungendo un equilibrio psico-fisico benefico e salutare.

La voce è uno degli strumenti di comunicazione più affascinanti che esistono. Essa può essere il mezzo attraverso cui trasmettere non solo informazioni, ma anche emozioni e messaggi sottesi. Eppure, non tutti hanno davvero padronanza della loro voce e molti si chiedono come fare a modulare la voce, come giocare con i propri toni e le proprie intensità e come fare per gestire la propria voce in generale.
Ecco quindi una breve guida pratica a come fare per modulare la voce e dove trovare tutti gli strumenti giusti per farlo.

Cosa significa modulare la voce

La consapevolezza e la conoscenza di ciò di cui si sta parlando sono sempre il primo passo verso un reale apprendimento. Dunque cerchiamo di capire bene cosa significa modulare la voce. Modulare significa saper variare e saper cambiare qualcosa, adattandola alla necessità del momento, voce inclusa. Tono, timbro, inflessione, talvolta perfino dialetti e dizione sono tutti elementi che entrano in gioco per gestire la voce.
Di base, questa gestione si riflette sulle corde vocali e su quanto esse vengono allenate e curate: parte tutto da lì. Sono infatti le corde vocali che permettono di generare il suono che generiamo. Grande importanza è ricoperta inoltre dai muscoli facciali, davvero fondamentali, specialmente quando si entra nella campo della pronuncia e dell’espressività di ciò che si dice. Insomma, la voce è come se fosse un muscolo, creato dall’unione di tanti altri muscoli ed elementi tendinei che, a seconda di quanto vengono allenati, ottengono risultati più o meno stupefacenti.

Modulare la voce per cantare

Ci sono tanti motivi per cui si dovrebbe voler modulare la voce. C’è chi vuole migliorare la voce per recitare, chi per parlare e per rapportarsi con il pubblico. Ma soprattutto, c’è chi vuole imparare a modulare la voce per cantare. Il canto è probabilmente la quintessenza della modulazione della propria voce, in quanto per cantare bisogna accedere a tonalità e timbri spesso molto elevati.
Partendo dal presupposto che ciascuno di noi ha una predisposizione vocale di partenza, nulla è impossibile e ci sono varie tecniche per aumentare l’estensione vocale, come anche ci sono varie tecniche di canto da imparare e che richiedono un certo allenamento, sia fisico che vocale.
Giocare con la voce non è affatto facile e richiede moltissimo impegno e allenamento, come anche molta pazienza e dedizione. Bisogna imparare come usare il diaframma mentre si canta, come anche è bene portare a compimento tutti propri esercizi vocali da fare prima di cantare.
Insomma, quello che può sembrare un gioco da ragazzi è in realtà un vero e proprio lavoro a tempo pieno e una skill da approfondire: padroneggiare la propria voce non significa necessariamente essere un bravo cantante.

Programma di esercizi per modulare la voce

Dunque come abbiamo accennato esistono una serie di esercizi che si possono fare per modulare la voce. Esistono dei veri e propri corsi e dei veri e propri programmi per migliorare la propria voce, non necessariamente perché si vuole diventare doppiatori, oppure lavorare in radio, o ancora diventare degli attori, ma anche perché si vuole riuscire a parlare meglio in pubblico, oppure per una semplice ragione personale. A volte può essere anche una questione riabilitativa, oppure per tenere ben allenati i muscoli facciali.
Per ogni finalità c’è un programma e/o un corso da seguire. Di certo, tutto parte dal diaframma e dai muscoli facciali. Se vi chiedete come fare ad avere una voce più profonda, o più bella, la risposta parte sicuramente da lì.
Ricordatevi sempre che si tratta di esercizi fisici, che quindi hanno bisogno di una preparazione fisica adeguata e anche di una certa cura del corpo: fumo, alcol e uno stile di vita particolarmente stressante possono danneggiare la vostra voce, anche in maniera grave e talvolta irreversibile.
La postura anche ha un ruolo fondamentale quando si tratta di migliorare la propria voce e scoprire i trucchi per imparare a modulare la propria voce. Per cominciare, quindi, focalizzatevi sul vostro portamento e sulla vostra postura, sia mentre camminate e state in piedi, sia quando siete seduti.
E mi raccomando, diffidate di programmi, esercizi o addirittura strumenti atti a migliorare la vostra voce oppure a modellare i vostri muscoli facciali che non siano certificati o insegnati in scuole dedicate proprio a questa attività: potreste risentirne in maniera drastica e definitiva.

Software e app per modulare la voce

Tra le altre, ci sono moltissimi software e app che aiutano a migliorare la voce. Le migliori app per allenare la voce trasformeranno il vostro smartphone o tablet in un vero e proprio vocal coach, permettendovi di allenarvi in ogni momento.
Un esempio è proprio VoiceCoach, un vero e proprio insegnante di canto virtuale, che include esercizi per il riscaldamento della voce, esercizi di defaticamento per la voce ed esercizi per migliorare la propria voce. Essa permette di regolare ogni brano e ogni esercizio sulla propria tonalità, così da assicurarsi di non sforzare mai in maniera innaturale. C’è poi Sing Sharp, altra app che serve allo stesso obiettivo, rilevando l’intonazione del canto in tempo reale, consentendo a chi la usa di modulare la voce di conseguenza.
Ci sono poi diverse app utili per la ginnastica facciale, mai da trascurare quando si tratta di migliorare la voce. In generale, vi basterà una veloce ricerca sull’Apple Store oppure su Google Play per scoprire le mille opportunità.

Corsi per modulare la voce

Ad ogni modo, la scelta migliore in assoluto è sempre e comunque quella di seguire un corso. I corsi migliori per imparare a modulare la voce sono il corso Le Meraviglie della Voce, oppure il corso di canto. Anche il corso da doppiatore è sicuramente un’opzione valida, ma di certo non prevede il rapporto con il pubblico, cosa che invece risulta fondamentale saper gestire nel momento in cui si canta, si recita, o comunque si tiene un discorso davanti a più persone.
L’emozione può infatti essere il nemico numero uno della voce, come anche le emozioni forti in generale: un corso di recitazione vi insegnerà come gestirle e come padroneggiare al meglio la vostra voce in ogni occasione.

Nel mondo del cinema, l’Italia è famosa per i suoi incredibili doppiatori. Il nostro Paese può infatti vantare nomi d’eccellenza, che sono stati in grado di far sognare il pubblico nonostante la differenza linguistica. Molti doppiatori sono diventati famosi tanto quanto l’attore a cui danno voce, e grazie alla grande scuola del doppiaggio italiano, ormai tramutato in una vera e propria tradizione cinematografica, il mestiere del doppiatore è diventato sicuramente uno dei più ambiti.
Ma in cosa consiste il doppiaggio? Cosa significa fare il doppiatore? Ma soprattutto, come fare a diventare un doppiatore?
Oggi daremo risposta a tutte queste domande, esplorando insieme come funziona il mondo del doppiaggio e come fare a lavorare come doppiatori.

Cos’è il doppiaggio

Il doppiaggio è una tecnica specifica utilizzata nei prodotti audiovisivi in cui un attore, in tal caso detto doppiatore, presta la sua voce all’interprete sullo schermo, così da poterne tradurre la lingua.
Il doppiaggio rientra infatti tra le tecniche di traduzione cinematografica, come alternativa al sottotitolo, anche se in alcuni casi può essere utilizzato per ristrutturare l’audio di un film. In quel caso, sarà l’attore stesso a doppiare nuovamente il suo parlato, così da ottenere un dialogo migliore.
Ma come funziona la tecnica del doppiaggio? È un processo di post-sincronizzazione in cui la voce originale dell’attore o del personaggio in questione viene cancellata e sostituita con una voce registrata in un secondo momento, previa traduzione della pellicola.
Esistono vari tipi di doppiaggio, di cui i più famosi sono ovviamente i film e le serie TV, ma anche i prodotti di animazione e le pubblicità, spot radiofonici inclusi.

Come avvicinarsi al doppiaggio

Ma da dove si parte quindi per diventare doppiatori? Diciamo che le strade possono essere due: diventare un attore affermato e poi passare al doppiaggio, come molto spesso è successo nella storia del doppiaggio italiano, oppure diventare direttamente doppiatore. Alternativamente si potrebbe pensare a un corso da speaker. In generale, bisogna studiare: è questo il primo passo per diventare un doppiatore di successo.
Il tipo di studi migliore per diventare doppiatore è un corso che permetta sì di acquisire grande padronanza della voce, ma anche una dizione perfetta, capacità interpretativa e perché no, anche d’improvvisazione, oltre che tutte le competenze tecniche che un doppiatore deve avere.

I migliori corsi di doppiaggio in Italia

Grazie alla sua grande tradizione, l’Italia vanta tra le migliori scuole di doppiaggio mai esistite.
I corsi di doppiaggio più famosi a Milano, dove predomina il doppiaggio televisivo, sono quelli svolti presso l’Accademia del Doppiaggio e il CTA, Centro Teatro Attivo, che propone corsi di pre-doppiaggio per aiutare gli interessati a capire se è un tipo di arte che fa al caso loro, oppure se preferiscono palcoscenico e grande schermo, oppure la direzione.
Per chi vuole studiare doppiaggio a Roma, che è invece la patria del doppiaggio soprattutto a livello cinematografico, le possibilità sono davvero tante.
In generale, un buon corso di doppiaggio consente, al suo termine, di diventare assistenti turno presso le case di doppiaggio. In questo modo gli studenti avranno la possibilità di osservare da vicino come lavorano i professionisti e come si svolge il lavoro del doppiatore, acquisendo tutti i trucchi del mestiere e imparando sul campo come operare al meglio.

Come diventare doppiatore di cartoni animati

In realtà, il percorso da seguire per diventare un doppiatore di cartoni animati non è diverso da quello per diventare un doppiatore di film, o di pubblicità radiofoniche.
Il doppiatore di film e cartoni per bambini, infatti, è semplicemente un doppiatore specializzato in questo tipo di prodotti. Generalmente tende ad avere la capacità di modulare la voce in toni e cadenze particolarmente ricercate in questo genere, così da interpretare al meglio personaggi immaginari, ma in generale la formazione e il tipo di lavoro è la stessa di un doppiatore di altro genere.

Posso diventare doppiatore a 40 anni?

Certo! Non c’è limite alla passione e l’età non è assolutamente uno scoglio, specialmente se sapete come padroneggiare a dovere la vostra voce.
È vero, il mondo del doppiaggio non è tra i più facili a cui accedere, ma se si ha talento e voglia di mettersi in gioco, nulla è impossibile e non sarà di certo la vostra età a fermarvi.

Quanto guadagna un doppiatore

Purtroppo o per fortuna una risposta definitiva non c’è, in quanto un doppiatore è prima di tutto un libero professionista e la paga cambia a seconda del tipo di lavoro e dell’esperienza di ciascuno.
Dunque, più che di guadagno si può parlare di retribuzione. La quantità della retribuzione per un doppiatore dipende da due fattori fondamentali: il numero di ore impiegate per fare un lavoro e la quantità di righe sulle quali il doppiatore lavora ogni ora. Questi due elementi, combinati al tipo di doppiaggio (film, spot, etc) e l’esperienza del doppiatore risultano poi in una retribuzione finale.

Dove trovare annunci per doppiatori

Ad oggi, internet è sicuramente la risposta migliore a questa domanda. Basta una veloce ricerca su un qualsiasi motore di ricerca per trovare in pochi secondi tutti i tipi di annunci più interessanti per doppiatori.
Un’altra opzione molto valida è quella di controllare le bacheche delle scuole di doppiaggio, delle accademie teatrali e quelle cinematografiche. Ultima, ma non meno valida, l’opzione di rivolgersi ad agenzie per doppiatori che si premureranno di trovare i provini che fanno più al caso vostro.

Come funziona un casting per doppiatori

Un provino per doppiatori funziona un po’ come quello di un attore, con la differenza che le capacità provinate non sono solamente attoriali, ma anche tecniche a livello di doppiaggio. In generale, sempre di performance si tratta ed è sempre in base a quella che si viene scelti.
Dunque come prepararsi per un provino per doppiatori? Assicuratevi che le vostre conoscenze tecniche rispetto a ciò che dovete fare siano assolutamente impeccabili, come anche preparatevi un pezzo a piacere, il famoso cavallo di battaglia. Studiate molto bene la parte che dovrete interpretare e anche l’attore che dovrete doppiare: in questo modo troverete il giusto tono da dare al tutto.
Questo è probabilmente il modo migliore per superare con successo un casting per doppiatore!

La voce! Uno degli strumenti più potenti che abbiamo per comunicare informazioni e sensazioni. Con la voce esprimiamo gioia e dolore, pericolo e soddisfazione. Con la voce giochiamo, scherziamo e ci arrabbiamo. Insomma, è un canale di trasmissione  (e di sfogo) davvero importante.

È per questo che il tono di voce di una persona può significare così tanto per noi ed è lo stesso motivo per cui facciamo fatica ad apprezzare o seguire qualcuno che ha un tono di voce sgradevole, oppure monotono e sempre uguale.
Se quindi ti stai chiedendo come fare a migliorare la voce, sei capitato sulla guida giusta.

Perché migliorare la voce

I motivi per cui si vuole migliorare la propria voce sono tanti. Può essere per motivi professionali o personali.
Si può voler migliorare la propria voce per lavoro.
Attori, doppiatori, speaker radiofonici, ma anche cantanti oppure conduttori televisivi, sono davvero tante le professioni che richiedono una bella voce.

Però può esserci anche una motivazione professionale di altro genere, che non riguarda il mondo dello spettacolo ma che comunque richiede grandi doti oratorie. Parliamo ad esempio dei politici, ma anche di professori, o di rappresentati aziendali. Insomma, qualsiasi lavoro che richieda una presenza carismatica e che prevede un contatto con il pubblico può essere migliorato grazie ad una voce profonda e magnetica.

Non da meno può essere l’intento personale. Si può decidere di migliorare la voce per conquistare una ragazza, oppure si può scegliere di acquisire nuove tecniche per modulare la voce per migliorare la propria interazione sociale.
Ci può essere una ragione riabilitativa: le corde vocali sono dei tessuti tendinei e in generale la voce è gestita da un apparato muscolare, che aiuta a modularla, a migliorarla e a modificarla a seconda della situazione. Per chi ha subito un incidente, una lesione, oppure un’operazione, praticare una riabilitazione per migliorare la voce è molto importante per riportare le corde vocali e i muscoli facciali al massimo delle loro capacità.

Ultimo, ma non meno importante, le emozioni hanno un enorme impatto sulla nostra voce, come anche la nostra voce è in grado di infonderci sicurezza se la sentiamo profonda e ferma, oppure di metterci in imbarazzo se tremula o stridula. Saper controllare la voce significa quindi anche gestire le emozioni e riuscire ad essere padroni della propria vita in ogni momento.

Vediamo quindi insieme alcuni dei tanti trucchi per migliorare la voce.

Come migliorare la voce nasale

La voce nasale è probabilmente la cattiva abitudine vocale più diffusa. Si tratta di un tipo di voce particolarmente penetrante e poco apprezzato, dunque come fare a eliminare la voce nasale?

Devi imparare ad utilizzare i suoni in maschera, e quindi sfruttare le aree di risonanza alternative del tuo viso, come ad esempio la bocca, la mandibola oppure i seni nasali. Con una buona e costante pratica e una serie di esercizi facciali per eliminare la voce nasale, questo suono scomparirà del tutto, a meno che non si tratti di un problema di conformazione fisica, oppure di polipi nasali che, in tal caso, purtroppo, vanno operati.

Come migliorare la voce rauca

Una delle cause principali di una voce rauca è lo sforzo eccessivo delle corde vocali, spesso misto a delle cattive abitudini a livello di salute. (Sigarette, ti dicono niente?)

È bene imparare a utilizzare il diaframma quando parli, così da evitare di sforzare troppo la gola per produrre suoni, specialmente se alti e intensi. Anche la postura con il mento troppo protratto in avanti può causare un sovraccarico dei muscoli e un conseguente sforzo della gola invece che dell’addome per emettere suoni.

Tra gli altri rimedi per una voce rauca, c’è anche il bandire alcol e fumo. Ci sono dei prodotti farmaceutici, come ad esempio olii idratanti, che aiutano ad alleviare il senso di secchezza e il bruciore, oltre che a sfiammare le corde vocali – ad ogni modo non possono sostituire un adeguato esercizio sia vocale che muscolare per eliminare la voce rauca.

Come migliorare la voce per cantare

Modulare la voce per cantare è forse una delle tecniche più complesse, in quanto si tratta di un vero e proprio training. Certo, potremmo darti qualche consiglio su come fare a migliorare la tua voce per il canto e come fare ad aumentare la tua estensione vocale, ma nulla potrà mai equiparare un corso di canto, dove non solo acquisirai tutte le tecniche necessarie, ma anche tutti gli esercizi per riscaldare la voce e gli esercizi per allenare i muscoli facciali.

Esercizi per migliorare la voce

Primo degli esercizi per rendere la voce più bella: fai attenzione alla tua respirazione e rilassati il più possibile. Prendi spunto dai bambini o dagli animali e osserva come entrambi respirino spontaneamente con tutto il loro corpo.
Occhio alla postura. Tieni ben dritte e aperte le spalle ed evita di creare tensioni su collo, spalle e schiena. Cammina lentamente nell’ambiente facendo molta attenzione alla tua postura. Comincia a pronunciare suoni, parole e frasi, e osserva come la tua voce migliorerà di qualità ogni volta che avrai assunto la giusta posizione.

Come migliorare la voce nel parlare

Il modo migliore per migliorare la voce quando si parla, soprattutto in pubblico, è un corso di public speaking. In questo modo svilupperai tutte le tecniche e approfondirai tutti gli esercizi necessari per comunicare con la migliore voce e al massimo delle tue potenzialità.
Si tratta di un corso perfetto sia se vuoi migliorare il tuo modo di parlare per ragioni professionali, sia se vuoi farlo per ragioni personali o sociali.

Trova la tua vera voce.
Scopri il nostro corso di dizione.


PER SAPERNE DI PIÙ

Come migliorare la voce maschile

In realtà non c’è molta differenza tra il migliorare una voce femminile o il migliorare una voce maschile: le tecniche e gli esercizi sono gli stessi per entrambi.
Ricorda che molto quando si parla si deve all’intenzione e all’intonazione che si dà alle parole. In generale, però, per avere una voce più profonda ti consigliamo di utilizzare il più possibile il diaframma e rilassare la gola.

Migliorare la voce al telefono

Quando hai messo in pratica tutti gli esercizi per migliorare la tua voce e avrai scoperto come ottenere una voce più profonda, o più bella, la grande differenza la farà il tono, che deve essere ben chiaro e udibile, insieme all’intenzione. Immagina di avere di fronte la persona con cui stai conversando e parla con tutto il tuo corpo e le tua espressioni: sarà il modo migliore per far passare il messaggio che vuoi comunicare.

Migliorare la voce al microfono

Anche in questo caso, una volta che avrai appreso tutte le tecniche per gestire al meglio la voce, tutto ciò che dovrai fare è regolarti di conseguenza.
Nel caso dei microfoni, l’importante è non tenere un tono troppo alto, o rischierai di stordire chi ti ascolta, oppure addirittura di far fischiare il microfono. Immagina di parlare a qualcuno che siede a pochi metri da te. Scandisci bene le parole e mantieni un portamento ben sicuro di te stesso.

Fare il conduttore televisivo o il conduttore radiofonico è un lavoro entusiasmante. Ma non ci si improvvisa conduttori. Avere le giuste competenze è fondamentale per avere successo come presentatore TV o come presentatore radio.
Ma come diventare un anchorman o un conduttore? Bisogna studiare, impratichirsi, fare la famosa gavetta e specializzarsi in uno dei tanti tipi di presentatore che esistono. Oggi quindi, con questa breve guida de Il Melograno, proviamo a rispondere a qualche domanda.

Cosa studiare per diventare presentatore televisivo

Come faccio a lavorare in TV? Non è facile. Ci vuole talento, conoscenze e anche una buona dose di fortuna. Ma la fortuna bisogna anche un pò crearsela. Studiando, intanto. Parti per esempio da un corso di recitazione. Cosa c’entra la recitazione con la presentazione televisiva? Beh, impari come gestire la presenza scenica, l’improvvisazione per far fronte agli imprevisti, i tempi scenici e il rapporto con un pubblico sempre diverso.
Essere creativi è poi una delle caratteristiche principali di un conduttore TV, e un corso di recitazione serve proprio a liberare la creatività.

Cosa studiare per diventare presentatore radiofonico

Ma se invece della TV, volessi diventare un conduttore radiofonico?
La cosa peggiore di un conduttore radiofonico è quando non si capisce. Perché si mangia le parole, o perché è monocorde o peggio perché parla in un dialetto incomprensibile. Anche qui, lo studio è fondamentale. Che ne dici di partire da un corso di dizione?
La dizione è il punto di partenza fondamentale per chi vuole diventare uno speaker radiofonico: aiuta a modulare la voce, perfezionare la pronuncia e sapersi rapportare a qualsiasi tipo di condizione vocale.
Per dizione, infatti, non s’intende solamente il pronunciare bene le parole, ma anche il saper giocare e sapersi esprimere con la voce, che è una delle caratteristiche più importanti di un conduttore radiofonico. Insomma, si tratta del punto di partenza perfetto se vuoi lavorare in radio.

Presentatore o giornalista televisivo?

Con l’aumento delle trasmissioni televisive a sfondo giornalistico e dei dibattiti di politica e attualità in TV e alla radio, spesso questi due ruoli vengono confusi, ma in realtà si tratta di due lavori ben diversi. Qual è quindi la differenza tra un presentatore e un giornalista televisivo?

- Il giornalista TV non è necessariamente un presentatore e in generale ha come scopo quello di informare, creare un dialogo efficace e utile e, nel caso, gestire un dibattito con le dovute conoscenze in quanto a dati e attualità. È assolutamente necessario che dica il vero e il suo scopo non è quello di divertire e svagare lo spettatore.

- Il presentatore TV, invece, ha come scopo quello di intrattenere e di ideare una trasmissione che non abbia necessariamente l’obiettivo di generare consapevolezza rispetto a tematiche di attualità. A seconda del tipo di trasmissione, può avvalersi di giornalisti televisivi, certo, ma anche di ospiti di altro genere, a seconda della tematica affrontata. Spesso è buona norma che il conduttore sia affine agli argomenti trattati e che abbia un qualche tipo di referenza in merito, ma non è sempre necessario.

Dove cercare gli annunci per conduttore TV / radio

Internet è sicuramente il bacino più fornito se vuoi tuffarti tra gli annunci per chi cerca lavoro come conduttore televisivo o radiofonico.
Basta una veloce ricerca per trovare tantissime opportunità di lavoro per presentatori!
Per lavorare in TV o se vuoi lavorare in radio è tieni sott’occhio anche le directory ufficiali dei principali canali televisivi e radiofonici, invia candidature spontanee, o inserisci il tuo curriculum all’interno del loro sistema.
Puoi anche iscriverti alle newsletter per gli annunci di lavoro delle varie realtà che t’interessano, come anche delle Associazioni dedicate a questo tipo di professionisti e alle agenzie: sarà un ottimo modo per essere sempre aggiornato sulle novità in questione.

Come presentare la propria candidatura

Ogni offerta di lavoro ha dei requisiti differenti quando si tratta di rispondere ad un annuncio di lavoro per presentatori e conduttori. Spesso bisogna inviare un provino per accedere alle prime selezioni, altre volte bisogna presentarsi di persona. In generale, tieni sempre pronto uno showreel che dimostra le tue capacità.
Cos’è uno showreel? Si tratta dell’insieme delle tue migliori performance, che siano avvenute durante una precedente esperienza lavorativa, o che siano state realizzate ad hoc per creare questo video/audio di presentazione.
Se non sai come realizzare uno showreel, su internet puoi trovare molte guide e molti esempi di video introduttivi. Ricorda: l’importante è che ti rappresenti!

Dove si fanno i casting per scegliere i conduttori TV

I casting vengono spesso condotti negli studi di registrazione del canale televisivo o radiofonico in questione, ma comunque non c’è un luogo standard dove avvengono i provini per diventare presentatore TV o radio. La location può variare da situazione a situazione. Stai sempre pronto a spostarti e ad andare incontro alle opportunità.
Noi ti consigliamo di non prestare attenzione solo ai grandi casting per diventare conduttori, ma anche alle offerte di lavoro più piccole, per ricoprire magari solo una parte all’interno di un programma. Tieni anche sempre sotto controllo i casting all’estero: non è detto che non possano rappresentare una bella opportunità!

Come affrontare un casting

Di certo è la prova che terrorizza di più e proprio per questo si rischia sempre di fare un disastro. Dunque, come fare ad affrontare un provino?
Innanzi tutto: studia! Preparati bene rispetto a quelle che saranno le tue prove di selezione per presentatori radio o TV e prepara una parte nel caso ti venga richiesto un pezzo a piacere. Qui puo' aiutarti il nostro corso di recitazione!
Fai poi una bella ricerca su chi sono i tuoi giudici: informati su ciò che ti aspetta e su come funziona un provino presso l’agenzia o il canale dove ti state recando. Dormi bene la notte prima e assicurati di vestirti in modo adeguato. Ma soprattutto, sii te stesso: è forse questo l’ingrediente più importante per superare un casting con successo.

Come diventare un presentatore Sky

Il primo passo è sicuramente andare sul sito di Sky Italia e candidarti per delle eventuali posizioni aperte e offerte di lavoro sui canali Sky nella sezione lavora con noi. Nel caso non ci siano posizioni aperte, inserisci il tuo curriculum nel database, così da essere informato quando si apre un’offerta interessante.
Se hai un agente, assicurati che ti mantenga informato quando ci sono dei provini in arrivo, così da poter presentare immediatamente la tua candidatura.
Se vuoi sapere se questo è il tipo di canale che fa per te, ci sono molte opinioni su come sia lavorare in Sky. Anche in questo caso, non snobbare gli stage o i tirocini in Sky, potrebbero essere un primo passo molto valido per iniziare la tua carriera e farti conoscere.

Per poter recitare o parlare in pubblico è necessario avere un tono di voce adeguato ma, soprattutto, avere un modo di comunicare chiaro e comprensibile a tutti. Eventuali difetti di pronuncia dovuti a inflessioni dialettali o a problemi di articolazione possono essere corretti con esercizi specifici.

La maggior parte dei difetti di pronuncia si manifestano già da bambini e di solito vengono eliminati in tenera età ma è possibile anche correggerli in età adulta. Vediamo quali sono i più comuni e quali sono gli esercizi indicati.

Chi corregge i difetti di pronuncia

I difetti di pronuncia vengono corretti da un logopedista o da un insegnante di dizione. Il logopedista è un professionista che studia tutti i disturbi del linguaggio e che è abilitato a correggerli. Dopo un’attenta anamnesi del problema da risolvere, il logopedista concorda con il paziente la terapia più idonea per il tipo di difetto da eliminare. L’insegnante di dizione è di solito un attore o un professionista che ha studiato come offrire una comunicazione efficace e comprensibile.

Perché correggere un difetto di pronuncia (e perché no)

Se vuoi fare della comunicazione il tuo lavoro e hai la necessità di esprimerti in maniera chiara e comprensibile a tutti, devi correggere eventuali difetti di pronuncia. Attori, presentatori televisivi, speaker radiofonici, avvocati, insegnanti, blogger: chiunque parla a un pubblico più o meno vasto ha il dovere di fornire una comunicazione perfetta e, quindi, correggere i propri difetti di pronuncia e le proprie inflessioni dialettali.

Ci sono anche alcuni casi in cui togliere un difetto di pronuncia significa eliminare la propria unicità. Pensiamo ad artisti come Jovanotti, Fedez o tutti quei personaggi dello spettacolo che fanno delle loro inflessioni dialettali il loro punto di forza. Correggere questi difetti di pronuncia significherebbe rinunciare al proprio successo.

Difetti di pronuncia negli adulti e nei bambini

Di solito i difetti di pronuncia sono dovuti a problemi di articolazione che ci si porta dietro fin da bambini. L’uso prolungato del biberon, abitudini come succhiarsi il pollice o mordere penne e oggetti vari contribuiscono a fare in modo che il bambino non impari a pronunciare correttamente alcuni suoni o intere sillabe. Se non si interviene subito, il rischio è che tali difetti di pronuncia si protraggano fino all’età adulta. La buona notizia è che quasi tutti i difetti di pronuncia, con appositi esercizi, possono essere corretti anche da adulti.

Pronunciare la zeta

Tra i principali difetti di pronuncia vi è quello che in termine tecnico si chiama “sigmatismo”, vale a dire la difficoltà a pronunciare correttamente la lettera zeta e la lettera esse. La Z, sia sorda che sonora, viene spesso sostituita con la lettera S e uno degli esercizi da fare per articolare il suono della Z sorda è quello di pronunciarla come una S preceduta da una T. Per la Z sonora, invece, la S deve essere preceduta dalla lettera D. Questi esercizi, insieme agli scioglilingua contenenti molte ZETA, devono essere ripetuti costantemente fino a quando la pronuncia esatta non viene acquisita.

Difetti di pronuncia sulle consonanti

Di solito, i difetti di pronuncia riguardano le consonanti, dal sigmatismo che interessa le lettere S e Z, al “rotacismo” (o R moscia) che interessa la lettera R. Il difetto di pronuncia della L si chiama invece “labdacismo”, mentre per la D parliamo di “deltacismo”. La difficoltà a pronunciare correttamente i suoni gutturali, invece, va sotto il nome di “kappacismo” o “gammacismo”.

Pronunciare la G

La lettera G è una di quelle che risultano più complicate da pronunciare quando si impara a parlare. Spesso il bambino tende a sostituire il suono GI con la S sonora o con la D (ad es. Sornale o Dovanni al posto di Giornale e Giovanni). Questo tipo di difetto è dovuto a un errato posizionamento della lingua durante l’articolazione e, con appositi esercizi, si può imparare a pronunciare correttamente il fonema.

Risolvere la r moscia

Tra i difetti di pronuncia più comuni vi è il fenomeno conosciuto col nome di “rotacismo” o R moscia. Questa particolare caratteristica fonetica può essere dovuta sia a fattori ereditari che “regionali” e, come per le altre imprecisioni di pronuncia, si può eliminare con l’esercizio. Un logopedista o un insegnante di dizione possono risolvere in maniera efficace la r moscia e altri difetti di pronuncia.

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PER SAPERNE DI PIÙ

Pronunciare la F

Il fonema F appartiene ai suoni fricativi e risulta complicato da imparare, poiché per ottenerlo bisogna far passare l’aria dalla bocca attraverso gli incisivi superiori e il labbro inferiore. Per riuscire a pronunciare correttamente la lettera F è necessario mettersi davanti allo specchio e, con l’esatta posizione della bocca, pronunciare prima la lettera singola e poi intere parole contenenti la F.

Pronunciare la GL

Il gruppo di parole GL può avere sia un suono duro, se seguito dalle vocali A, E, O, U, sia un suono dolce, quando è seguito dalla vocale I. Proprio questo caso, vale a dire per le parole che contengono il gruppo GLI, risulta uno dei più complicati da pronunciare e uno degli ultimi a essere appresi dai bambini. Problema molto comune soprattutto nel dialetto napoletano e in genere in Campania, si può risolvere facendo degli esercizi specifici, imparando ad appoggiare la parte media della lingua dietro gli incisivi. Anche in questo caso, la costanza e l’esercizio, e un buon corso di dizione, aiutano a eliminare definitivamente il difetto di pronuncia.

Pronunciare la S

La difficoltà di pronuncia della S, che comunemente viene anche chiamata anche “zeppola”, è tra le più comuni e anche le più “simpatiche”. Questo non vuol dire che se hai questo difetto di pronuncia tu non debba correggerlo. Se si impara ad articolare male la lettera S da bambini, molto probabilmente si continuerà a pronunciarla in maniera errata anche da adulti. Con l’aiuto di un logopedista e di un insegnante di dizione, è possibile eliminare del tutto tale difetto e imparare a emettere il suono nella maniera appropriata.

Una delle caratteristiche fonetiche più diffuse nella popolazione italiana è quel fenomeno che in medicina è noto come “rotacismo” e, molto più comunemente, viene denominato “R moscia”. La pronuncia scorretta del fonema R può risultare anche simpatica, ma se si esercita una professione in cui è richiesta la corretta articolazione delle parole e la chiarezza di linguaggio, può diventare un problema. Vediamo da cosa dipende la erre moscia e come fare per eliminarla.

Cos’è la erre moscia

La erre moscia, altrimenti detta erre francese, consiste nella pronuncia diversa della lettera R rispetto a quello che è l’uso comune nella lingua italiana. Si distingue tra rotacismo laterale e rotacismo posteriore, a seconda della posizione in cui si sposta la lingua. Per alcuni personaggi del mondo dello spettacolo questo “difetto” può essere una caratteristica distintiva, ma se si desidera intraprendere il lavoro di attore, doppiatore o speaker radiofonico, è necessario correggere la pronuncia. Molti dei nostri allievi che frequentano il corso di dizione hanno la erre moscia.

Da cosa dipende

I motivi per cui la lettera R viene pronunciata in maniera distorta possono essere diversi. Principalmente, le origini di questa caratteristica sono due: una di tipo organico e una di tipo funzionale. Nel primo caso, ci può essere un vero e proprio difetto fisico - ad esempio il frenulo linguale troppo corto - che impedisce il corretto movimento della lingua nella pronuncia di alcune consonanti. Parliamo invece di origine funzionale quando la lingua effettua dei movimenti scorretti a causa di un apprendimento errato della pronuncia della R.

Può essere ereditaria

Anche se la erre moscia non ha origini genetiche, è possibile che si possa “ereditare” dai genitori. Questo “difetto” si presenta di solito intorno ai due anni di età, poiché il fonema R è uno dei più complessi della lingua italiana e, per questo, è uno degli ultimi a essere appresi dai bambini. Se il bambino impara a parlare da genitori che hanno la R moscia, molto probabilmente avrà la stessa caratteristica. In alcune zone d’Italia, la erre moscia è una peculiarità del dialetto del posto, per cui un bambino che sente ovunque la pronuncia scorretta della lettera R ha molte più probabilità di sviluppare la R moscia rispetto a un bambino di un’altra zona.

Tipi di R moscia

Non esiste un solo tipo di R moscia ma si distingue tra anteriore e posteriore, a seconda se la vibrazione è presente all’apice della lingua o alla base. Nel primo caso il suono che si ottiene è la cosiddetta R monovibrante, dovuta a una scarsa vibrazione della punta della lingua. Il risultato è una R che somiglia molto a una V. Nel caso di rotacismo posteriore, che è anche quello più comune, si ha la cosiddetta R uvulare (o alla francese), che si ottiene perché viene fatta vibrare la base della lingua anziché la punta.

Perché gli abitanti di Parma hanno la erre moscia

In alcune zone d’Italia c’è un’alta concentrazione di persone con la erre moscia e la città di Parma è una di queste. Sicuramente una delle cause si deve a quel fattore “ereditario” a cui abbiamo già accennato: i genitori “tramandano” ai figli il proprio modo di parlare e quindi, oltre alle inflessioni dialettali, passano anche questo difetto di pronuncia. C’è chi fa risalire le origini della R moscia parmense a Maria Luigia d’Austria, duchessa regnante dal 1814 al 1847. Pare che il popolo amasse talmente l’imperatrice da imitarne persino la pronuncia. E quindi, nel corso degli anni, la R francese è diventata parte integrante del dialetto della città di Parma.

Come fare la R moscia

Se la R moscia può sembrare un difetto di cui sbarazzarsi nel più breve tempo possibile, ci sono alcuni contesti in cui può essere necessario imparare a pronunciarla. Nel caso in cui si voglia apprendere la lingua francese o in cui si debba interpretare un personaggio con questa caratteristica. ad esempio. Eppure non è difficile imparare a fare la R moscia e, con un po’ di esercizio, possono riuscirci tutti. Il segreto sta nello spingere la lingua all’indietro il più possibile, come se si stesse per pronunciare una G.

Correggere la erre moscia

Anche per correggere la R moscia è sufficiente imparare a eseguire alcuni esercizi appositi. È importante sottolineare che si può correggere la R moscia anche da adulti, ottenendo risultati più che soddisfacenti nel giro di pochi mesi. Andando da un logopedista sarà possibile individuare il tipo di difetto che impedisce di pronunciare correttamente il fonema R e intervenire nella maniera più adeguata. Risultati efficaci per correggere la R moscia si ottengono anche con il nostro corso di dizione e con alcuni scioglilingua specifici.

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PER SAPERNE DI PIÙ

R moscia fonetica

La R viene rappresentata foneticamente con il simbolo [r] nell’alfabeto fonetico internazionale. Nel caso di R moscia fonetica abbiamo più di una trascrizione, poiché è un fonema che non è presente nella lingua italiana. Vanno tutte sotto il nome generico di “erre moscia”. La vibrante uvulare viene rappresentata con [R], la fricativa uvulare sonora viene rappresentata con il simbolo [ʁ], la fricativa uvulare sorda con [χ] e l'approssimante labiodentale con [ʋ]. Per saperne di più leggi l'articolo sulla fonetica.

Personaggi famosi con la r moscia

Sono tanti i personaggi famosi con la R moscia, appartenenti al mondo dello spettacolo, a quello dello sport o della politica. Renzo Arbore è sicuramente uno di quei personaggi che ha fatto della r moscia un tratto distintivo, ed è curioso che anche Marisa Laurito, una delle attrici lanciate dallo showman, abbia un’inconfondibile R moscia. Nel mondo della tv, ricordiamo ancora Maria De Filippi o il giornalista Gad Lerner, mentre nella politica due famosi personaggi “proprietari” di R moscia sono Giulio Tremonti e Fausto Bertinotti. In alcuni ambienti, la r moscia è anche simbolo di classe e di eleganza, come nel caso di Gianni Agnelli.

Cosa fa un logopedista

Il logopedista è un medico specializzato nella cura e nella correzione di alcune anomalie o difetti del linguaggio. Nel caso della R moscia, il professionista individua le cause della cattiva articolazione del fonema R e fa effettuare alcuni esercizi per allenare la lingua ai movimenti corretti. Uno degli esercizi più comuni è quello di utilizzare uno spazzolino elettrico senza setole e posizionarlo sotto la lingua, in modo da favorire la vibrazione della lingua in maniera meccanica. I tempi di risoluzione del problema variano in base all’età e all’impegno del paziente ma, di solito, nel giro di un paio di mesi si riescono a ottenere risultati efficaci e definitivi.