Nascono i locali per pensare. Ed incontrare gli altri.

Bar, caffetterie, ristoranti, pub, luoghi tranquilli dove stare in pace con se stessi ed incontrare gli altri.
In tutta Italia arrivano i “Locali per pensare”. È questo il nome del progetto che nasce in Umbria con un obiettivo ben chiaro: creare una rete di locali per pensare e parlare, al riparo dalla musica, dai maxischermi, dalla tecnologia e dal rumore.
Gli ideatori sono Valerio Corvisieri e Francesca Silvestri che con il pensiero sono andati ai caffè letterari dei primi anni del Novecento, locali in cui si riunivano gli intellettuali e si scambiavano conoscenze.
Nel manifesto sul loro sito si legge:
“Esistono ancora bar, caffè e ristoranti dove stare tranquilli con i propri pensieri o semplicemente per parlare con qualcuno, senza essere disturbati da televisori accesi a tutto volume?
Da adesso sì. Sparsi in tutta Italia, con una lista che è in continua espansione, è possibile visitare e vivere i “Locali per Pensare”, una rete di luoghi pubblici e di aggregazione dove incontrarsi, leggere, promuovere iniziative, sperimentare pensieri.

Invece di subire passivamente questa onda montante, segno tangibile dell’incultura e della volgarità dei tempi, abbiamo pensato di individuare e valorizzare quei locali virtuosi, pochi o tanti che siano, che ancora consentono ai nostri neuroni di accendersi, e di metterli semplicemente in rete.


Per entrare a far parte della lista, i locali devono attenersi ad un decalogo semplice e disarmante: niente musica ad alto volume, maxischermo, tv, video con diffusione sonora invadente. Via libera a spazi utili per socializzare, ad esempio per sedere intorno a un tavolo o parlare uno di fronte all’altro. È gradito che il locale sia in sintonia con il territorio e, in caso di ristoranti, che il menù sia alla carta, di filiera corta e stagionale. Ovviamente è necessario che nel locale si organizzino eventi culturali: una piccola biblioteca con dei libri ad esempio, o mostre artistiche, giochi di società e tante altre iniziative “per pensare”.
Ma soprattutto Valerio e Francesca ci tengono che quando si entra ci si senta accolti.
Il decalogo infatti impone di offrire sorrisi e gentilezza a chi entra.