Come cantare una canzone d’amore può aiutare a combattere i nazionalismi.

Gemma Paintin e James Stenhouse hanno percorso più di 47 mila chilometri toccando 33 paesi europei per raccogliere lungo il percorso le registrazioni di canzoni d’amore tradizionali. L’amore sembra davvero essere uguale da tutte le parti.

Gemma Paintin e James Stenhouse. Gli Action Hero.

“Conosci una canzone d’amore?” Così esordiscono Gemma e James o meglio gli Action Hero quando incontrano un passante durante il loro cammino lungo l’Europa. “La vuoi intonare per farcela registrare?” continuano poi, e sorprendentemente, sono in molti quelli che si sono davvero messi a cantare la loro canzone d’amore. Oggi ciò che non manca di certo è la possibilità di esprimersi. I mezzi di comunicazione sono aumentati e ognuno di noi ha la possibilità di dire la propria opinione e raccontare la propria storia. Le nuove tecnologie permettono di esplorare territori sconosciuti e di preservare le tradizioni più antiche e particolari provenienti da tutto il mondo. Non si tratta però solo di esplorazione, quello che Gemma Paintin e James Stenhouse hanno compiuto è un riconoscimento.

Il duo, chiamato appunto Action Hero, ha percorso più di 47 mila chilometri toccando 33 paesi europei per raccogliere lungo il percorso le registrazioni di canzoni d’amore. Tante voci differenti, tante diverse culture, tanti modi di concepire l’amore e lo stare insieme, di dimostrarlo con la voce e di cantarlo al mondo, eppure, in fondo, l’amore sembra davvero essere uguale da tutte le parti.
“Oh Europa” ha messo in fila 940 brani di 46 diverse lingue e ha come scopo quello di raccontare le diversità che ci uniscono invece di dividerci. Non è un caso che proprio mentre la Gran Bretagna si preparava a lasciare l’UE, i due artisti si siano messi in viaggio, dimostrando che non ci sono barriere per l’arte e per l’amore. Una vera e propria performance collettiva in cui il duo prevedeva sin dal principio di fare una sorta di spettacolo in movimento, una forma di “slow touring” che avrebbe permesso loro di fare qualcosa di grande.

Così, ricalcando il mito del Grand Tour e del viaggio continentale del diciassettesimo secolo, Paintin e Stenhouse sono andati alla ricerca di quella identità continentale che a causa delle gestioni politiche nazionaliste ci stiamo lasciando sempre più alle spalle. Il progetto è partito con un’idea semplice, che è quella del viaggio, del viaggio senza limiti e confini netti, senza barriere: i giovani aristocratici dell’Ottocento solo così riuscivano a imparare la politica, la cultura, l’arte e potevano ammirare le antichità di ogni paese. Le influenze culturali si mischiavano tra di loro e inevitabilmente si influenzavano migliorandosi a vicenda.

“Lo scopo di questo mio magnifico viaggio non è quello d’illudermi, bensì di conoscere me stesso nel rapporto con gli oggetti” diceva Goethe nel suo Viaggio in Italia, che racchiude in sé l’epitome dell’idea di viaggio in Europa.
Lo scopo di Action Hero è andato ben al di là della semplice raccolta. Hanno infatti posizionato dei dispositivi beacon che funzionano tramite tecnologia bluetooth mappati sul sito del progetto. Una volta trovato il dispositivo è possibile riprodurre le canzoni d’amore, che sia giorno o notte.
Ad esempio, il beacon italiano si trova precisamente sul Ponte d’Augusto, sulla Via Flaminia che collega la Capitale a Rimini che ospita, non a caso, la tomba di San Valentino. La voce è lo strumento primario con il quale si trasmette la cultura e la conoscenza. Sin dall’inizio del mondo la sapienza è stata trasmessa oralmente, niente di nuovo sotto il sole quindi, perché ancora oggi siamo abituati a sentir raccontare storie anche e soprattutto se sono sotto forma di musica.

Lo sapeva bene Alan Lomax, l’etnologo che ha per primo raccolto i canti dei vecchi bluesmen e registrato le canzoni popolari, dimostrando l’origine e la provenienza di molti successi musicali seguenti e riscoperto le radici del popolo afroamericano. O come il nostro Alessandro Portelli che ha raccolto ben cinquant’anni di musica americana e popolare, dalle rivolte degli studenti agli scioperi dei minatori.

Oh Europa si è immessa in un dibattito molto vivace, che vedeva la Brexit fare i suoi proseliti. E quale modo migliore se non l’arte per instillare nelle persone una semplice idea, un “e se…” che sarebbe potuto essere decisivo.

Le voci si sovrappongono e pian piano ispessiscono il lascito culturale che faremo alle future generazioni. Oh Europa e quindi la RadiOh Europa è un progetto artistico dal valore indiscutibile perché nel momento in cui è partito si è immesso in un dibattito molto vivace, quello che vedeva appunto la Brexit fare i suoi proseliti. E quale modo migliore se non l’arte per instillare nelle persone una semplice idea, un “e se… ” che sarebbe potuto essere decisivo. E lì dove altri hanno scelto di dire la loro opinione sulla Brexit e sui nazionalismi attraverso i social network, attraverso una e-mail, un poster, un video, Gemma e James hanno creato un’opera d’arte che risuona ancora, è viva, è vitale e ci coinvolge tutti, sensibilizzandoci.

Quello che gli Action Hero hanno scoperto è che c’è qualcosa di ancora più profondo che unisce le varie culture, è qualcosa di naturale, un po’ come naturale è il sentimento dell’amore, e quel qualcosa va riscoperto, mantenuto e preservato. Il viaggio di Action Hero potrà infatti non arrestarsi mai ed espandersi trovando sempre più il sostegno delle persone.