Di lupi mannari e omicidi cruenti. Il manoscritto di John Steinbeck che nessuno vuole pubblicare.

Sembra strano, ma l'autore di "Uomini e topi" e "Furore" ha scritto anche un romanzo con una creatura soprannaturale che terrorizza gli abitanti di una città. Solo che non è mai stato pubblicato.

“Piantala con questi mostri, Michele. I mostri non esistono. I fantasmi, i lupi mannari, le streghe sono fesserie inventate per mettere paura ai creduloni come te. Devi avere paura degli uomini, non dei mostri” scriveva Niccolò Ammaniti in Io non ho paura.

Nessuna frase come questa potrebbe sintetizzare la questione del misterioso manoscritto rifiutato dagli editori di John Steinbeck (1902-1968) e che aveva come protagonisti dei lupi mannari. Sì il grande scrittore americano celebre per aver raccontato l’America nuda e cruda si era cimentato anche in altro. In Furore aveva tracciato uno spaccato sulla grande depressione, mentre Uomini e Topi era incentrato sul tema sociale della ricerca del lavoro e della stabilità. Steinbeck è uno dei massimi esponenti della letteratura americana e della cosiddetta “Generazione perduta”. Non a caso, tra le motivazioni del premio Nobel , leggiamo frasi come “per le sue scritture realistiche e immaginative, che uniscono l’umore sensibile e la percezione sociale acuta”. 

Murder at Full Moon è rimasto per anni negli archivi dell’Università del Texas ad Austin dopo che gli editori lo hanno rifiutato quasi un secolo fa. Firmato con lo pseudonimo di Peter Pym, è uno dei tre romanzi di inizio carriera che Steinbeck non ha mai pubblicato, due dei quali distrutti dall’autore stesso.

Il fantasy, ecco, nessuno se lo aspettava. Con qualche notevole eccezione (come nel caso di Dracula e Karmilla) vampiri e licantropi sono più i protagonisti della scena contemporanea. Contrariamente però alla sua produzione e perfino ai suoi tempi, il gigante delle lettere americane ha scritto Murder at Full Moon, che è rimasto per anni negli archivi dell’Università del Texas ad Austin dopo che gli editori lo hanno rifiutato quasi un secolo fa. Firmato con lo pseudonimo di Peter Pym, è uno dei tre romanzi di inizio carriera che Steinbeck non ha mai pubblicato, due dei quali distrutti dall’autore stesso. Da tempo accademici e studiosi stanno chiedendo agli eredi di consentire finalmente la stampa dell’inedito. Non solo gli addetti ai lavori, il mondo intero sta chiedendo la pubblicazione del manoscritto ma almeno per il momento l’opera difficilmente vedrà la luce.
Riscoprire un romanzo perduto dal cassetto polveroso della scrivania di uno scrittore è il sogno di ogni fan, ma è un fantasia che si avvera fin troppo di rado. 

John Steinbeck

Ai lettori al momento non rimane che una trama del manoscritto di 233 pagine.
Ambientato nell’amata California costiera di Steinbeck, Murder at Full Moon parla di una comunità terrorizzata da una serie di orribili omicidi che si svolgono sempre durante la luna piena. Gli investigatori quindi temono che ci sia dietro una creatura soprannaturale emersa dalla palude vicino alla città. I personaggi del romanzo includono un giornalista alle prime armi, un misterioso proprietario di un club d’armi locale, un investigatore determinato a risolvere il caso e ovviamente un lupo mannaro.

Nel 1930, gli editori scartarono la bozza, forse perché disinteressati alla pubblicazione di un romanzo cruento di uno scrittore allora sconosciuto.   

Secondo il biografo William Souder, Steinbeck aveva solo 28 anni, era al verde e probabilmente stava solo cercando di guadagnarsi da vivere con la sua scrittura.
Non è la prima volta che l’eredità dello scrittore genera disagi. La sua fama ha un costo elevato: decenni di lotte intestine tra i suoi eredi per soldi e accordi cinematografici, sono considerati oramai “una faida familiare degna di un romanzo di Steinbeck”.
L’opera potrebbe essere in bilico in queste faide legali e non. Dalla morte di Steinbeck nel 1968, la famiglia è rimasta amaramente divisa, con la vedova e i figli avuti da un precedente matrimonio contrapposti in un’accesa disputa sul copyright delle sue opere. Il contenzioso è in corso dall’inizio degli anni ’80 e ora che la vedova e i figli di Steinbeck sono deceduti, i loro eredi hanno continuato la faida.
La sfortunata conseguenza del continuo battibecco della famiglia è che Murder at Full Moon rimane non letto e, di conseguenza, rimaniamo all’oscuro di questo lato del grande scrittore.
Eppure il destino del manoscritto, munito anche di due illustrazioni realizzate dallo stesso Steinbeck, potrebbe non essere nelle mani degli eredi dell’autore. Neppure l’agenzia letteraria dello scrittore McIntosh & Otis è a favore per la pubblicazione dato che Steinbeck ha scritto Murder at Full Moon sotto pseudonimo e non ha pubblicato il lavoro in vita.

In risposta ai commenti di McIntosh & Otis, il professor Gavin Jones, specializzato in letteratura americana alla Stanford University, ha dichiarato al Guardian: “Steinbeck ha tentato di pubblicare il libro all’inizio della sua carriera e non ha distrutto questo manoscritto come ha fatto con molti altri. Molti autori fanno pubblicare le loro opere postume e scrivono sotto pseudonimi”.

Forse Steinbeck voleva fuggire dalla realtà, forse voleva solo sperimentare, alla fine si tratta di un risvolto della stessa medaglia, indagare le trasformazioni dell’uomo, la violenza, l’abisso.

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