{"id":3393,"date":"2022-06-12T10:46:43","date_gmt":"2022-06-12T08:46:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melogranoarte.it\/virgola\/?p=3393"},"modified":"2022-09-25T21:52:13","modified_gmt":"2022-09-25T19:52:13","slug":"il-sentiero-degli-aranci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.melogranoarte.it\/virgola\/racconti\/il-sentiero-degli-aranci\/","title":{"rendered":"Il sentiero degli aranci"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Luca?<br>&#8211; Dimmi.<br>Antonia socchiuse le palpebre orlate da lunghe ciglia dorate. Il cielo era di un azzurro acquoso e il calore del sole pomeridiano era smorzato da frequenti folate di vento. Le spighe fremevano e le pizzicavano le braccia.<br>&#8211; Tu che vuoi fare da grande, Luca?<br>Lo sent\u00ec ridere.<br>&#8211; Ma che razza di domanda \u00e8?- Disse il ragazzo e Antonia sbuff\u00f2, irritata.<br>&#8211; Rispondi e basta.<br>Lui scroll\u00f2 le spalle.<br>&#8211; Bah, probabilmente manutentore della turbina e se mi va bene non far\u00f2 niente.<br>Ecco. Sempre la stessa risposta.<br>&#8211; Non hai mai pensato di, che ne so, fare qualcosa di pi\u00f9? Qualcosa di diverso?<br>Luca scosse la testa. \u201cCi risiamo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Antonia strizz\u00f2 gli occhi. Lei e Luca erano cresciuti insieme, in quel misero villaggio dove vivevano, sperduto nelle campagne. Eppure, nemmeno lui capiva. Nessuno la capiva mai. \u201cPerch\u00e9 sforzarsi nella vita quando c\u2019\u00e8 <em>la turbina<\/em>?\u201d dicevano tutti. Eh, certo. La turbina. Faceva tutto lei, lei e il suo dannato succo d\u2019arancia.<br>&#8211; Antonia, noi barattiamo il succo con tutto! E\u2019 cos\u00ec che abbiamo l\u2019elettricit\u00e0, il riscaldamento\u2026 tutto grazie alla turbina!- Recit\u00f2 Luca come un libro stampato.<br>&#8211; L\u2019unica cosa che <em>potremmo<\/em> fare \u00e8 diventare\u2026<br>&#8211; Manutentori. <em>Lo so<\/em>.<br>Luca la osserv\u00f2 mentre, mezza inghiottita dalle spighe, si stringeva nelle spalle.<br>&#8211; Anto, qui nessuno fa niente. Cosa vorresti chiedere di pi\u00f9, che vivere in pace nell\u2019inattivit\u00e0 pi\u00f9 totale?<br>Antonia chiuse gli occhi. \u201cE questa voi la chiamate vita?\u201d pens\u00f2. C\u2019era sempre stato un \u201cIo\u201d e un \u201cVoi\u201d. Non le bastava avere gli stessi tratti degli altri cittadini per sentirsi come loro. Non rispose. Tanto Luca non avrebbe capito. Persino a scuola tutto quello che imparavano era volto a prepararli alle riparazioni degli ingranaggi della turbina. La turbina c\u2019era e ci sarebbe sempre stata. E lei, come tutti gli altri, non avrebbe fatto niente nella vita. Non avrebbe viaggiato, non avrebbe lavorato. Perch\u00e9 era questo che tutti facevano l\u00ec. Niente.<br>Pass\u00f2 una settimana. Una mattina il paese venne svegliato da un rumore metallico assordante che strideva asciutto contro il cemento. Tutti quanti erano accorsi, avvolti nelle loro vestaglie e con le ciabatte ai piedi, alla centralina di monitoraggio della turbina. Urla e pianti si levarono a riempire l\u2019aria fredda del mattino: la turbina si era fermata. Antonia e Luca si guardarono di sottecchi mentre uno degli anziani del paese studiava il canale, completamente prosciugato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Qualcosa ha bloccato il flusso &#8211; dichiar\u00f2.&nbsp;<br>Le persone si guardarono, spaesate, terrorizzate. Il paese sarebbe rimasto al buio, non avrebbero pi\u00f9 potuto comprare niente, il succo era finito! Un fitto mormorio si lev\u00f2 dalla folla. Persino Luca, accanto a lei, parve essere scosso da un leggero tremito. L\u2019anziano alz\u00f2 la voce contro il brusio.&nbsp;<br>&#8211; Qualcuno dovr\u00e0 andare a ripulire il canale!- Esclam\u00f2.&nbsp;<br>Nessuno fiat\u00f2. I minuti passavano. Una mano candida e solitaria si lev\u00f2 come quella di un naufrago in quel mare di persone.<br>&#8211; Vado io! &#8211; Url\u00f2 Antonia.&nbsp;<br>L\u2019anziano serr\u00f2 le labbra, -Non \u00e8 un lavoro per ragazzine.- Sussurr\u00f2.<br>Lei aggrott\u00f2 le sopracciglia, afferr\u00f2 il braccio di Luca ed esclam\u00f2: -E allora lui viene con me!-&nbsp;<br>Il ragazzo trasal\u00ec.<br>&#8211; Ma che fai?!<br>Antonia gli rivolse uno sguardo di fuoco \u201c<em>La rivuoi la tua dannata aranciata o no?!<\/em>\u201d Luca deglut\u00ec. Partirono a mezzogiorno del giorno stesso. Nessun altro si era proposto, cos\u00ec rimasero loro due, sul lato del canale che si snodava per chilometri verso quell\u2019ambito e temuto \u2018chiss\u00e0 dove\u2019. Si guardarono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ti odio &#8211; sospir\u00f2 Luca. Antonia sorrise.<br>&#8211; Mi ringrazierai.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E iniziarono a camminare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Camminarono per settimane. Avevano entrambi perso il conto dei giorni dopo il settantaduesimo. Incontrarono spesso altre citt\u00e0. Magnifici edifici si protendevano verso le stelle, rilucenti di specchi. Persone di tutti i tipi invadevano le strade costellandole di stili, colori e parlantine mitologiche e assurde. Un mondo pazzesco. Non si fermarono mai per pi\u00f9 di un giorno. Chiedevano indicazioni e ripartivano. Per Antonia era tutto fantastico, pieno di vita. Mentre Luca si era fatto sempre pi\u00f9 cupo, man mano che i giorni passavano. Ormai le sue risate sincere erano diventate un avvenimento raro. Fu solo dopo molto tempo che raggiunsero la meta. Arrivarono in un immenso frutteto, senza sapere in che modo o quando ci fossero giunti. Gli alberi di arance arrivavano al cielo, mentre il canale si inabissava nel terreno. Che fare? Antonia individu\u00f2 un uomo, appollaiato su di un ramo, intento nella raccolta dei frutti. Agit\u00f2 le braccia e url\u00f2 -EHI!- <br>L\u2019uomo prosegu\u00ec imperterrito nel suo lavoro. Era anziano, rinsecchito, con la pelle bruciata dal sole.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Salve! &#8211; esclam\u00f2 anche Luca. <br>Nessuna risposta. Il ragazzo ritent\u00f2.<br>&#8211; Lei sa del succo d\u2019arancia? Veniamo dal villaggio in fondo al canale\u2026Lei sa perch\u00e9 il succo si \u00e8 fermato?<br>Il vecchio ridacchi\u00f2, e finalmente li guard\u00f2.<br>&#8211; Certo! &#8211; Rispose con voce gioviale -Ho chiuso io il canale! Accidenti! Era da decenni che quella stupida diga era rotta!<br>Antonia strinse gli occhi contro la luce del sole.<br>&#8211; La riaprirebbe? &#8211; domand\u00f2 ingenuamente.<br>L\u2019uomo la fiss\u00f2.<br>&#8211; Ragazzina\u2026 sei sicura di quello che mi stai chiedendo?<br>Gli rispose Luca: -Certo che ne \u00e8 sicura!-<br>&#8211; Vi attendevo, sapete?<br>Rivolse lo sguardo verso la distesa infinita di alberi.<br>&#8211; Sapete per quanto si estende questo frutteto? Fino alla fine dei tempi &#8211; disse il vecchio &#8211; E\u2019 il frutto di secoli di lavoro, ragazzi miei. Secoli di lavoro di una stirpe morta di cui sono l\u2019ultimo membro.<br>&#8211; Questo che c\u2019entra?- Ringhi\u00f2 Luca.<br>L\u2019anziano lo scrut\u00f2 con astio silenzioso.<br>&#8211; Tu quanto hai lavorato, ragazzo, per ottenere quello che hai?- domand\u00f2.<br>Luca fece per rispondere ma non riusc\u00ec a replicare. L\u2019uomo sorrise, colse un\u2019arancia, estrasse dalla tasca un coltellino, la taglio a met\u00e0, la sbucci\u00f2 e ne incise la polpa, come il gesto di un rituale sacro ormai dimenticato. Prese tra le dita un semino. Insignificante. Lo lanci\u00f2 ad Antonia e lei lo prese al volo, osservandolo con attenzione.<br>Il vecchio le fece un cenno.<br>&#8211; Andate a casa, ragazzi. Piantate il seme, curatelo, faticate. E aspettatevi che un giorno vi si presentino dei forestieri, da ogni dove, a chiedere di far tornare a funzionare la loro turbina.<br>Antonia strinse il seme, gli occhi luminosi.\u00a0<br>Luca non pareva cos\u00ec affascinato, anzi.<br>&#8211; Che cosa vuol dire?! &#8211; url\u00f2 inferocito &#8211; Che ce ne facciamo di questo stupido seme?!<br>Ma il vecchio aveva finito la sua lezione ed era tornato a lavorare.<br>&#8211; STO PARLANDO CON LEI! &#8211; sbott\u00f2 il ragazzo.<br>Antonia lo prese per una spalla.<br>&#8211; Luca, che fai? Basta, andiamo via. Abbiamo\u2026<br>&#8211; Abbiamo cosa?! Avevi detto che avremmo riportato il succo!<br>&#8211; Luca ora abbiamo il seme, con un po\u2019 di lavoro potremo\u2026<br>&#8211; Al diavolo il tuo ridicolo seme!- url\u00f2 e con una sberla le fece volare via dalle mani il loro tesoro.<br>&#8211; LUCA! &#8211; grid\u00f2 lei, vedendolo allontanarsi. Stava tornando indietro.\u00a0<br>&#8211; Meglio niente che quell\u2019inutile condanna! &#8211; continu\u00f2 a inveire &#8211; Ti credevo intelligente! E tu che fai?! Riponi la salvezza del nostro villaggio nel lavoro! Io me ne vado!<br>Antonia rimase in piedi al centro del sentiero. Le lacrime le rigavano le guance ma, nonostante ci\u00f2, si chin\u00f2, cercando di ritrovare il semino.<br>Accidenti! &#8211; sbott\u00f2 furiosa. Una mano le si pos\u00f2 sulla spalla. Lei si volt\u00f2, incrociando lo sguardo intenerito del vecchio. Sospir\u00f2.<br>&#8211; Dopotutto forse non sono l\u2019ultimo della mia stirpe &#8211; ridacchi\u00f2 e Antonia si asciug\u00f2 le lacrime. Stava piangendo succo d\u2019arancia.<br>Il vecchio le mise tra le mani un frutto.<br>&#8211;\u00a0 Vai &#8211; le disse &#8211; so che saprai cosa farne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><meta charset=\"utf-8\"><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Questo racconto \u00e8 stato scritto dall\u2019autore durante il\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.melogranoarte.it\/scrittura\" target=\"_blank\">corso di Scrittura Creativa<\/a>\u00a0de Il Melograno, condotto da Marco Caponera<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Luca?&#8211; Dimmi.Antonia socchiuse le palpebre orlate da lunghe ciglia dorate. Il cielo era di un azzurro acquoso e il calore del sole pomeridiano era smorzato da frequenti folate di vento. 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