Marco Caponera

Conduce i corsi di Scrittura
Marco Caponera

Ha iniziato scrivendo recensioni musicali per avere gli accrediti ai concerti ed è finito a raccontare storie surreali, grottesche e divertenti sotto forma di, nell’ordine: racconti brevi e ansiogeni come “Una torre di metallo con un parrucchino gigante” pubblicato in “Fantareale. Nuova antologia del racconto fantastico” Ed. Omero; spettacoli teatrali come “A.A.A. cercasi dea disperatamente” con Debora Caprioglio ed Enzo Casertano; web-series di denuncia ma divertenti come “Non ci disturbi mai” per la Filcams-Cgil; e soprattutto il romanzo crudo e surreale “L’isola di plastica” edito da Alter-Ego edizioni.

Tutto questo dopo aver frequentato i corsi di scrittura della Scuola Omero, tanti, ormai troppi anni fa, più o meno nello stesso periodo in cui seguiva le “Lectio magistralis” di autori come Rick Moody, Antonio Pascale, Giancarlo De Cataldo, Francesco Piccolo, Patrick Fogli, Pulsatilla, Etgar Keret, Giulio Mozzi, Kevin Canty, Luigi Serafini, Nick Laird, Massimo Mongai, Javier Argüello, Gianrico Carofiglio. Non ha hobby, non segue il calcio, non fa sport, neppure shopping compulsivo, corse di auto truccate o collezioni di san pietrini sbeccati. Tutto questo perché nel tempo libero si diverte a scrivere cortometraggi e a curare un sito satirico, dal nome “Vile” e dal contenuto idem.

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